giovedì 29 agosto 2013

L'odore diverso

Respiro quest'aria di fine agosto, ed è strana....
Strana perchè non è calda ed afosa come sempre a fine agosto. Le nostre estati generalmente non finiscono qui, ma si prolungano fino ad ottobre e in alcuni anni, fino a novembre.
Ho un chiarissimo ricordo di quelle estati passate in campagna, quando ancora abitavo a casa con i miei, di quelle lunghe sere afose, in cui non si respirava e si cercava di spostare la sedia, per orientarla nella direzione di quel vento che soffiava lieve.
Ricordo ancora il canto delle cicale, la brezza che muove le fronde degli alberi, l'odore del terreno bagnato dopo avere innaffiato, l'abbaiare dei cani in lontananza.
Di quelle sere, ricordo i sorrisi bellissimi di mio padre e le sue battute sarcastiche, il cielo trapuntato di stelle, luminose, bellissime, lo spicchio di luna arancio che sorge in ritardo, regalando quasi un'atmosfera magica.
La televisione accesa sotto il portico, il gatto che faceva quasi da soprammobile, e quel senso di pace e di relax, che difficilmente ho più sperimentato nella vita. 
Scorcio di vita spensierata, senza nessun grave problema, senza paura del domani.
Se chiudo gli occhi, sento ancora l'odore di gelsomino, avvolte talmente forte da nauseare.
Adesso l'aria è diversa.
Non esiste più il silenzio interrotto dai grilli o dai gatti che vanno in amore, ma solo rumore di saracinesche che si abbassano, di macchine e clacson che invadono la nostra quiete.
L'odore è quello dell'asfalto, o dello smog, e i rumori all'orizzonte sono quelli della televisione troppo forte dei miei vicini.
Le cose cambiano, tutto cambia.
Eppure stasera, sento quasi l'autunno arrivare alle porte e scaldarmi un pò dentro.
Sento un'aria diversa, di cambiamento.
Non so in cosa e per cosa, ma so che qualcosa di buono sta avvenendo e che qualcosa sta cambiando.
Per ora cerco il buono delle cose, provo a guardare in ogni situazione il lato positivo, provo a capire, provo a perdonare. Per ora, cerco di vivere il mio tempo e di fare del futuro qualcosa di meraviglioso, cerco di dare un senso al desiderio di far capire al mondo che ci sono anche io, che valgo qualcosa, che anche io ho delle qualità e che le voglio vivere, le voglio mettere a frutto, farne qualcosa di bello.
Ho parlato tanto di sogni per adesso, ed io ci credo.
Credo nei sogni.
Quelli premonitori, che ti avvisano, quelli che si concretizzano nelle notti in cui ti senti sola, quelli che sono desideri che scopri in quelle notti che portano consiglio.
Sogni avvolte ad occhi aperti, figli di quelle notti in cui non riesci a prender sonno e pensi, pensi e pensi.
Pensi che nei sogni ci credi e che come mi ha detto mio marito l'altro giorno, non puoi mollare, non puoi arrenderti, ma devi caparbiamente inseguirli, devi provarci, devi volerlo veramente.
La lotta non mi spaventa, mi spaventa di più, svegliarmi domani e vedere di non aver fatto abbastanza e di averli persi per sempre.
Per questo non mollo ed in questa sera d'estate, anomala estate, spero che questo cambiamento porti bene e che una nuova aria, torni a far volare i miei aquiloni ed i miei sogni da troppo chiusi in un cassetto.

giovedì 22 agosto 2013

Il fragore del tuono

Adoro i temporali, hanno qualcosa di magnetico e magico, qualcosa di naturale eppure affascinante nello scroscio dei tuoni, nei lampi che illuminano il cielo e presagiscono il rumore che verrà.
I temporali mi scaricano, mi fanno star bene, mi riscaldano il cuore.
Ogni volta che, il cielo si riempie di nuvole nere, si fa minaccioso e l'aria si riempie di quell'odore meraviglioso che precede un temporale, mi piace rannicchiarmi sul divano, o meglio nel letto, quando ne ho la possibilità, e lasciarmi pervadere da quell'elettricità che questo scatena.
Questo è ciò che vedo affacciandomi alla finestra. In questo giorno d'estate anomala, in questi giorni fra pioggia e sole.
Nella terra delle mille contraddizioni, anche questo ci sta bene, ed accompagna le mie parole, in un giorno in cui la mia mente va un pò indietro nel tempo, un tempo che mi ha vista bambina spensierata, innamorata degli esseri viventi, che gironzolava allegra e spensierata per la città, ignorando ogni regola e il passare del tempo.
Bambina che giocava a costruire il mobilio di casa per le barbie, con i pezzetti di legno, scarti di una falegnameria e i tessuti, scarto di un mobilificio. Una bambina che amava stare all'aria aperta e giocare solo con la propria fantasia.
Allegra, spensierata, seppur con un fondo di tristezza. Perchè chi viene abbandonato, non dimentica, mai.
Poi, ci sono luoghi che rimangono nel cuore, impressi nella mente, come fuoco, come un tatuaggio sulla pelle che ti ricorda sempre, semmai ce ne fosse bisogno, cosa è veramente importante.
 Fra le vie di questo paese che sembra un presepe, ho trascorso la mia infanzia, circondata dall'affetto e dal calore, di cugini e zii, che mi proteggevano e di una nonna, che dolcissima era sempre contenta di avermi con lei.
 Quando potevo, scappavo dalla mia realtà e mi precipitavo da mia nonna, e in quella casa, fra quelle cose, ho vissuto i momenti più belli ed intensi della mia infanzia, rincorrendo per quelle vie, cagnolini e gattini da accudire. Vedendo asini che portavano ancora in groppa i vecchi "viddrani"su per le mulattiere, ormai diventate lisce per l'usura ed il tempo.

E sotto i gradini di questa chiesa, si sono consumate parole, discorsi, amicizie ed addii.
Ed il cuore ancora oggi, si addolcisce ogni volta che ho il piacere di tornare.
E vaga la mente, ai ricordi più reconditi, quando ho visto la prima volta la neve, e mio padre, me la portò alla bocca, facendomi assaggiare quel freddo mistero dei miei due anni.
Mille ricordi di vecchi camioncini, di scatole di legno, di ginocchia sbucciate, di serate passate davanti alla tv, con la testa sulle gambe della nonna.
Perchè infondo l'infanzia, è solo la base di ciò che siamo, e le radici, di ciò che saremo.

martedì 13 agosto 2013

Bellezza

Mi sono chiesta spesso cosa sia la bellezza.
Cos'è infondo?
Un bel viso, due bei occhi, bei capelli, un bel corpo ?
No, non credo.
Per carità, tutto fa brodo come si dice da noi, ma non credo che sia questa la vera bellezza.
Penso che due occhi luminosi, uno sguardo pieno di parole, un sorriso eloquente, un'espressione meravigliosa, piena di dolcezza, piena di serenità, possano fare più di qualsiasi bellezza oggettiva.
Lo vedo in questi giorni. Mi capita di osservare il mio bimbo mentre gioca, il suo sguardo pieno di luce, il suo sorriso luminoso e pieno di luce, ed in quei momenti, mi rendo conto, che la bellezza non è canonica, non è soggettiva. Penso che, guardandolo, chiunque si renderebbe conto della felicità che sprigiona, perché infondo la felicità è contagiosa, ubriaca come un vino, anche chi ci circonda e rende altrettanto felici le persone che ci circondano.
Ecco, infondo è questo ciò che penso, penso che la felicità sia nei sorrisi spontanei, negli sguardi dolci e magnetici, nei momenti semplici e nelle cose normali, fatte con semplicità, fatte con serenità.
Nella normalità e nella semplicità, si nasconde proprio la felicità.
Quando siamo ragazzini, pensiamo che, la felicità arriverà da grandi e chissà quali condizioni ideali o quali eventi straordinari possono generarla. Invece no. La felicità più vera, l'abbiamo vissuta proprio da ragazzini, quando ancora eravamo incoscienti, spensierati. Poi, la felicità si nasconde dentro di noi, pronta a venir fuori ogni volta che, riusciamo a spegnere la ragione ed a vivere i momenti, con la stessa spontaneità con cui un bambino riesce ad essere felice giocando.
Ecco perchè siamo sempre infelici.
Pensiamo troppo.
Ci facciamo troppi problemi.
E questo, ci rende infelici.
Ed invece guardiamo i bambini, sono tutti belli e tutti felici. Che vivano nella savana, ricoperti solo di stracci, o in una grande città, finchè hanno la possibilità di essere bambini, sono felici. Sanno giocare, e non hanno bisogno di altro, se non di amore.
Come noi adulti, solo che noi, pensiamo di razionalizzare tutto, e roviniamo ogni istante, ogni momento, ogni semplicità.