giovedì 26 febbraio 2015

le radici che fanno male

Luca cerca suo padre
È con questo link ad un servizio delle Iene di stasera, che voglio iniziare questo post, perché il dolore di questo ragazzo, è il dolore di tanti di noi, che abbiamo radici mancanti, che abbiamo pezzi di radici, che siamo stati ingannati, non abbiamo capito, e con tutte le nostre forze, hanno cercato di andare oltre, di andare avanti, superando quel dolore, anzi, mettendolo da parte, chiuso in un angolo di noi stessi, perché credetemi, superarlo no, non è veramente possibile.
Anche io, come Luca, avevo le mie convinzioni, le mie poche certezze. Sono stata ingannata anche io, nel momento in cui, cercavo di ricucire quello strappo, quel dolore, quell'abbandono per me, così orribile ed incomprensibile.
Nonostante il dolore e la non accettazione, ci ho provato ad andare oltre.
Ma, ho comprato una bella pianta, e l'ho portata al cimitero, ho guardato una foto su una lapide, senza provare emozioni, sentendomi in colpa, perché li, avrebbe dovuto esserci, l'uomo che ha contribuito a darmi la vita.
Per poi scoprire 24 ore dopo, che era solo l'ennesimo inganno. E capire, di non poter andare oltre.
Rendersi conto, di non essere stata voluta, amata, forse nemmeno ricordata. Da chi dovrebbe amarti e proteggerti.
Fare i conti, con questa realtà a 20 anni, per fortuna non mi ha spezzata, ma mi ha tolto ogni forma di pietà, di compassione. 
MJ ha costretta ad erigere un muro di cemento armato, oltre al quale, poche persone sono arrivate.
Un muro che serve a proteggere ma anche a nascondere, che dentro invece, sono andata in pezzi.
Che il sangue chiama.
Che la storia che mi ha salvato la vita, mi ha anche riempita di ferite, che forse non smetteranno mai di sanguinare.
Mi ha precluso la possibilità di crescere con delle sorelle e con dei fratelli, e di sapere cosa significa.
Mi ha precluso la possibilità oggi, di amarli senza riserve. Perché tanta strada è stata fatta prima che ci ritrovassimo.
Però è vero, l'abbandono in fondo, mi ha salvata.
Ma chi mi salverà dall'insicurezza, dall'impotenza e dal dolore, che vivono in me?
Dalle mille domande senza una risposta?
Ah...mio padre è vivo e vegeto, non era certo quello della tomba fredda. 
Ha un viso che ho visto molti anni fa, ha un nome, ed una sua storia.
Lui ha rinunciato ad una figlia, ed io credo di non poter mai sostituire l'unico padre che ho conosciuto, e che ho amato e combattuto, con tutta me stessa.
Ma a lui, rispetta le mie scelte, ed in fondo è pure un bell'alibi.

Alla fine dei mie giorni, quando finirà la mia vita, e sará tempo di bilanci, potrò dire di non aver conosciuto chi mi ha messo al mondo, perché non so niente di loro, ma forse allora, saprò qualcosa in più di me.
In quel momento saprò di certo, come la paura ci blocca, e ci fa rimanere immobili, aspettando che il tempo passi, quasi fossimo immortali.
E poi il tempo passa, ed indietro, non si può più tornare.
Ed è terribile, quando è, troppo tardi.

Non so cosa sará di Luca, spero che sia più fortunato e possa colmare il dolore e il vuoto, che l'abbandono e le bugie, gli hanno lasciato dentro.

Tante volte, ho pensato di scrivere la storia della mia vita. Ci ho provato, e forse un giorno ci riuscirò. Ma scrivere di sé, è un po' riviversi, ed è dura, farlo.
Ma se dovessi riuscirci, vorrei farlo, per tutti quelli che come, si sono trovati nella vita, a farsi un'unica importantissima domanda: "perché?".



lunedì 23 febbraio 2015

ciao papà!

Sono passati cinque anni, eppure, sembra passato un minuto da quell'assurdo giorno. 
Assurdo perchè in quel giorno lumonoso, con un sole quasi accecante, era assurdo pensare di celebrare un funerale, assurdo dire addio, a quel papà,  che era stato fino a quel momento un punto fermo, un punto di riferimento da sempre, nella mia vita.
Eppure,  quel giorno tanto temuto, ed infondo anche aspettato, era arrivato. E sembrava ingiusto e stupido, non arrendersi mai all'idea di una fine.
Oggi, più di ieri, non riesco a rassegnarmi all'idea che non ci sia più. 
Oggi, che avrei più bisogno di lui, che mi sento nella nebbia, avrei bisogno della luce di quel faro che ha da sempre illuminato la mia vita.
Abbiamo lottato tanto, non ci siamo capiti, ci siamo comvattuti ed arrabbiati. Non ci siamo abbracciati abbastanza. Eppure avevamo un modo nostro di amarci. Silenzioso, fatto non certamente di abbracci. Ma ci siamo amati tantissimo.
E questo rimane e rimarrà sempre.
Oggi, durante la messa dedicata a lui, il sacerdote che ha celebrato il suo funerale, diceva che chi abboamo amato, non è vero che non c'é più, è semplicemente diventato invisibile.
Mi è piaciuto questo pensiero, mi piace pensare che mio papà è sempre li, a vegliare su di noi, e a sorridere, gioire e soffrire ancora con noi.
E poi, un'altra cosa ha detto, che mi ha colpita molto. 
Parlava d'amore, che l'amore non è solo fare il giusto, essere fedeli, essere giusti. Amare è impegno. Perchè non si ama davvero se non ci si prova a dare meglio e di più. Perchè solo attraverso l'impegno, si possono superare i confini dell'amore stesso.


domenica 22 febbraio 2015

Non toccate i bambini!

Sono furiosa questa sera!
Furiosa, perchè mi fa terribilmente arrabbiare che a far le spese dell'incompetenza umana, della pochezza di individui, che sopravvalutandoli, chiamiamo uomini, della crudeltà di questi ultimi, debbano essere i bambini.
Neonati morti, per la mancanza di una cannula, non in un albergo, o in un parco, ma in una clinica, dove i bambini nascono. È assurdo, nel 2015 in Italia, dove ancora troppo spesso si va avanti a raccomandazioni, a favoritismi, e grazie a questo, angeli come la piccola Nicole e come tanti altri, non hanno la possibilità di affacciarsi alla vita, e famiglie intere, persone, vengono dilaniate da un dolore, che non riesco nemmeno ad immaginare.
kamikaze a soli cinque anni
Ma come si fa? Ma soprattutto, perchè?
Cosa cavolo scatta nella testa di questi esseri che chiamare bestie, è fargli un complimento?
Perchè una bambina di 5 anni, non ha volontà, è solo una condannata a morte, usata da questi bastardi, permettetemi, proprio per la sua età, per farne strumento di morte.
Non posso pensare che, un genitore per quanto folle, approvi questo.
Un bambino ha diritto di vivere, di giocare, di esplorare il mondo. Ha diritto alla spensieratezza, ha diritto alla gioia.
Non possono e non devono accadere certe cose!
Non possiamo rimanere indiffrenti, difronte a tutto questo.
Ci definiamo una società democratica, evoluta, cosa stiamo facendo per fermare questi orrori?
Siamo così presi dai ns egoismi, che preferiamo non vedere cosa ci circonda?
Apriamo gli occhi, tutti noi, ed in primis, chi dovrebbe rappresentarci e governarci.
Per favore, apriamo gli occhi!

sabato 21 febbraio 2015

Minacce

La pioggia scende lentamente, ma senza mai placarsi. Il rumore è un costante tintinnare sulla ringhiera, attraverso le imposte chiuse nel silenzio e nel buio di questo pomeriggio.
Come vorrei che la pioggia, bagnasse anche la mia anima così scossa da tutto il male che si avvicina a noi, che ci circonda.
Fatto salvo che, ormai vedere un tg, è diventata un'ardua impresa di ottimismo.
Ma il male, è ridosso alle ns città, fra le vie da noi ben conosciute, purtroppo pure nei sorrisi cortesi di persone che abbiamo conpsciuto da tutta la ns vita. È proprio questo il dramma, non dobbiamo solo temere l'avanzare di un gruppo spietato e sanguinario, quale l'isis, ma il pericolo più grande ci vive intorno.
Troppi mariti, fidanzati, compagni, figli, amici, perdono totalmrnte ogni briciola di cervello e diventano, sanguinari assassini spietati, di individui, con cui hanno condiviso gioie e dolori, con cui hanno amato e sofferto, con i quali hanno vissuto la loro vita.
Questo fa impressione.
Esseri umani che, vogliono "addrizzarne" altri, quasi avessero la presunzione di avere il discernimento assoluto.
Si è persa la luce di Dio nelle nostre vite, si è perso il bene, si è perso l'amore.
Invidio chi, nonostante tutto, va controcorrente, dando ascolto al proprio cuore, continuando a perseguire i propri ideali di vita.
Oggi sono affollata da mille pensieri ed anche qui, sono venuti fuori un po' alla rinfusa, esattamente per come sono nel mio stanco cervello.
Stanco, come tutto il resto del mio corpo, che chiede solo un po' di pace.


mercoledì 18 febbraio 2015

L'Oriana

So che probabilmente andrò contro corrente con questo post, ma vi assicuro che già per me, con un quattrenne modello Attila, riuscire a vedere un film di sera, è un'impresa che sa di biblico miracolo, vederne addirittura due puntate è surreale.
Comunque, tornando al film, o meglio fiction, in questione; ho sentito milioni di polemiche su questa fiction nei vari social network che la screditavano, dicendo che era molto lontana dalla realtà.
Ebbene, faccio una premessa, non sono un'estimatrice di Oriana Fallaci, e devo ammettere di aver letto due libri, "un Uomo", bellissimo, e l'ultimo "un cappello pieno di ciliegie" che ho abbandonato a metà, perchè francamente, era di una pesantezza abominevole, era l'ideale prima di coricarsi e addormentarsi prima della seconda pagina.
Non me ne vogliano quelli che l'hanno amato nel profondo, ritengo di essere io la limitata e non aver saputo cogliere la profondità di quest'opera.
Comunque sia, ho guardato la sua vita, le sue mille avventure, pericolose, belle, struggenti, e profondamente intense.
Lei ha fatto del giornalismo e degli ideali, tutto il suo mondo, sacrificando ogni cosa.
Ho amato il ritratto di questa donna, bello e struggente. Molto forte, una donna che ha amato profondamente con tutto il suo essere e con tutte le sue fragilità di essere umano. Una donna che ha fatto nella vita solo ciò che ha voluto, con il rischio altissimo di farsi ammazzare pur di raccontare cosa si viveva nella realtà di una guerra, nell'atrocità di una dittatura e nelle ingiustizie, in giro per il mondo.
Lei ha vissuto profondamente la sua vita, vivendo proprio come amava, disperatamente e fino all'ultimo istante.
Questo è il ritratto che ho tanto amato di lei, quell'essere duro e determinato e quella dolcezza d'amante, di donna.
La determinazione di chi sa cosa vuole ed è disposta a tutto per ottenerlo.
Credo che sia stata molto felice e libera nella sua vita.
La invidio, perchè ha avuto un coraggio sterminato ed infinito, che sfocia quasi nell'incoscienza, perchè ha profondamente vissuto.
Ho amato questa donna e mi ha trasmesso un pò, di quel suo coraggio nell'amore per la giustizia e per le altre donne.
Lei le ha difese e gli ha dato voce.
E nel mio piccolo, al suo meraviglioso ricordo, voglio dare voce io, adesso.
Ciao Oriana, grazie di tutto.

lunedì 16 febbraio 2015

Il ritorno



Alla fine, fra mille dubbi, ritorno sempre.
Una casa, è pur sempre una casa, disordinata, piena di ricordi, belli e brutti, ma pur sempre casa.
Mi sono chiesta spesso, se passare oltre, o se continuare il mio viaggio, su questo binario, e forse alla fine faro entrambi. Forse non è una scelta sensata, ma guardando su google poco fa, sono venuti fuori tanti post, e con essi, tanti bellissimi ricordi di me, della mia vita, non sempre facile.
Ci sono cose che forse preferire dimenticare, ma tanto so, che le ferite che hanno lasciato nel mio cuore, non si rimargineranno mai.
Ed allora, tocca fare i conti con il proprio passato e cercare di accettare di essere soltanto esseri umani.
Mi fa rete compagnia in questo nuovo viaggio di vita?