mercoledì 27 maggio 2015

Bimby Vorwerk





Buona sera a tutti, non temete, non sono improvvisamente diventata una blogger di cucina, anche perché probabilmente non ne avrei la capacità.
Volevo solo condividere con voi, una delle scelte più riuscite della mia vita: il bimby.
C'è senz'altro da dire, che io ho sempre amato cucinare e sperimentare, e se mio padre fosse ancora in vita, vi delizierebbe con quelle storie dei primi esperimenti di cucina e delle schifezze che ha dovuto assaggiare pur di farmi contenta.
Ma adesso, la situazione è diversa.
Con una casa, un marito, un figlio, un cane e un gatto, delle volte non so davvero come faccio a non impazzire! 
Riso alle fragole
Quindi, ho semplicemente deciso che farsi collaborare un po', non sarebbe stata certo un'ammissione di incapacità, ma un segno di chiaro aiuto per evitare un esaurimento nervoso.
Ma, acquistato il bimby, si è aperto un mondo.
Anche sul web, ho scoperto un mondo di blog, ricette e sperimentazioni, che fanno felice chiunque, non ami mangiare sempre le stesse cose.
Alla fine ho capito, perché milioni di donne in Italia, amano il bimby. E' un oggetto semplice da usare, funzionale, ha ricette chiare e devi semplicemente eseguire cosa c'è scritto, e poi, ha un mondo di fantasia e varianti dietro, che rendono i tuoi pasti, sempre diversi, sempre originali, sani, pratici e veloci. Tutti aggettivi che si adattano perfettamente al bimby e che, ne fanno un oggetto utile e funzionale, complice del nostro stare in cucina.

Torta alla nutella
Cucinare per me, è ancora di più un piacere ritrovato, arricchito anzi, da gusto e fantasia.
Poi, ci sono diverse scuole di pensiero.
La vostra, qual'è?

domenica 24 maggio 2015

Capaci, 23 maggio 1992 - per non dimenticare

Oggi è un giorno importante.
Il giorno degli eroi.
Falcone, sua moglie, gli agenti della scorta, morti, perchè avevano un difetto: loro, le cose storte, proprio non potevano vederle.
E' più facile non mettersi in discussione, più facile accettare di rimanere nelle proprie certezze, piuttosto che, accettare un cambiamento, piuttosto che accettarne le conseguenze.
Falcone, sapeva che, la sua vita non sarebbe durata a lungo ed insieme a lui, gli uomini che lo proteggevano, la donna che lo amava e che è rimasta al suo fianco, nonostante tutto, come nella vita, così anche nella morte.
Lui si definiva un morto che cammina ed in effetti, la mafia lo voleva morto. Lui, era troppo, sapeva troppo ed era troppo onesto. Aveva le sue idee, i suoi principi, e il coraggio di difenderli.
Lui non si lamentava del suo lavoro, non si lamentava di essere rimasto solo.
Io, immagino un uomo paffuto, spiritoso, a cui piaceva mangiare e stare in compagnia degli amici. Lo immagino star seduto al suo studio, oppure nascosto in casa, ed immagino chr anche lui, delle volte, avesse paura.
Perchè è vero che è stato un eroe, è vero che, era un uomo coraggioso, ma non era incosciente. E se sei cosciente di ciò che fai, allora, non puoi non avere paura.
"Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili."
Lui, aveva capito una cosa fondamentale. A discorsi, gli uomini, sono tutti bravi, le buone intenzioni o le false buone intenzioni, sanno imbastite di discorsi eccezionali  e convincenti, ma è solo al momento di agire, che si riconosce un uomo.
Io quel caldo giorno di maggio, me lo ricordo bene, c'era il sole e l'aria era calda e limpida.
Quel giorno, la mafia si è superata, ha fatto qualcosa che mai aveva fatto prima di allora e dire che, di stragi ne aveva compiute tante.
Doveva dare un segnale, doveva essere eclatante.
E certamente, eclatante lo è stato.
Ricordo l'autostrada che io conoscevo bene, completamente distrutta, le auto sventrate, la puzza di bruciato, la disperazione, il fumo, l'incredulità della gente.
Ricordo cosa si diceva della sicilia e dei siciliani, ricordo che noi stessi, camminavamo per strada, con aria incredula, scioccati, allibiti e nessuno di noi, riusciva a credere che ciò che aveva interrotto le nostre vite quel giorno, non fosse un film molto violento, ma fosse la realtà.
Io, la mia terra, la mia gente, in quelle immagini di morte e crudeltà, non la riconoscevo.
Volevano sottrarci il coraggio, la dignità, la forza di non arrenderci, di sperare in un domani migliore.
Ma hanno ottenuto il contrario.
La sicilia, non ha abbassato la testa.
I siciliani, erano tutti, con quegli eroi coraggiosi e pieni di dignità, fatti saltare in aria, da chi, non ha altra via che la violenza.
Da chi ha dovuto tappare la bocca e la mente ad una squadra di uomini, che lavoravano per la giustizia, per l'onestà e per la trasparenza di questo nostro paese.
Falcone, il suo coraggio, la sua forza, il suo sorriso, non verrà mai dimenticato.
Lui, non aveva paura delle conseguenze, solo perchè non poteva fare altrimenti. La sua coscienza ed il suo cuore erano troppo limpidi per poter accettare il compromesso.
"Chi non ha paura di morire, muore una volta sola"
Noi, non dimenticheremo mai lui, e non dimenticheremo mai, chi ha dato la propria vita per proteggerlo, credendo come lui, nella giustizia, nell'onestà, nel dovere che ogni essere umano ha.
Grazie Giovanni, a nome di chi, è cresciuto sapendo ciò che hai fatto, sapendo che grande uomo eri.
Non esiste oblio per gli eroi.
Il nostro ricordo, la nostra riconoscenza, il nostro rispetto, ti manterrà sempre in vita.
Grazie, eroe.

venerdì 22 maggio 2015

Che paura!

Sono un po' stordita stasera, delle volte capitano delle cose con i figli, che non puoi prevedere, e in un attimo, senza che tu, te ne renda conto, può scattare la tragedia.
Per grazia divina, oggi, ci è finita bene, anzi, benissimo.
Oggi il piccolo funambolo, approfittando di un mio momento di distrazione, e del fatto che fossi nella stanza accanto, ha aperto la finestra, si è arrampicato e si è messo con le gambe penzoloni fuori.
Per mia fortuna, un'amica passava di li, tornando a casa, ed è riuscito a farlo scendere e a suonarmi, subito dopo.
La paura e lo shock, non so spiegarvelo e vi dico sinceramente, che ho pensato subito a cosa sarebbe potuto accadere. Ancora adesso mentre scrivo, tremo al sol pensiero.
I bambini, sono imprevedibili ed è davvero dura con loro.
Ringrazio Dio che è finita nel migliore dei modi.
Certe volte, ho paura di non essere all'altezza, o che la situazione mi stia sfuggendo di mano, eppure è solo un bambino e io la sua mamma, dovrei avere l'istinto, dovrei sapere cosa fare.
Nella realtà invece, ogni mia reazione alle cose che accadano, porta con sè sulle spalle, un bagaglio di responsabilità auto attribuita, che mi fa chiedere sempre, se sono una buona mamma, se sto facendo la cosa giusta, se non sbaglio con lui.
Forse è normale sentirsi così, mettersi in discussione, ma avvolte è veramente dura, fare la cosa giusta.
Avevo proprio bisogno di parlarne....giusto con qualcuno!!!

P.S.
Non so perchè, blogger, vede i commenti anonimi come spam, ed oggi, per puro caso l'ho scoperto e non so se esiste un modo per toglierlo.
In ogni caso, mi sono ritrovata un centinaio di commenti di persone che mi seguono sempre, in lingua inglese.
Intanto mi scuso con loro per non averli pubblicati. Ho dato una lettura e molte risposte oggi, ed adesso che so, farò molta attenzione. Mi scuso anche, perchè non sono molto brava con la lingua inglese e siete tutti stranieri, ed avvolte non capisco benissimo ciò che scrivete. Google translator, da delle definizioni alquanto dubbie.
Ringrazio comunque tutti per la fedeltà e ribadisco che, mi piacerebbe molto che vi registraste, perchè siete veramente dei miei affezionati lettori.
Grazie.

mercoledì 13 maggio 2015

Il diritto di essere Italiani

Volevo mostrarvi la mia terra, di sole e mare, la mia Sicilia, dal mare splendido, dalle distese di sabbia, dalle grandi albe, dai coloratissimi tramonti.
Questa è la mia terra e vi sembrerà strano, ma entrambe le foto, rappresentano proprio la mia Sicilia, rappresentano ciò che è diventato il suo mare, dove noi coraggiosamente andiamo ancora a passare le vacanze,dove facciamo il bagno.
Qualcuno di voi, farebbe il bagno in una tomba?
Scommetto che nessuno di voi, risponderebbe di si, eppure, qualcuno avrà organizzato le vacanze in Sicilia, per il suo mare, per le sue spiagge.
Ma questo bellissimo mare, ormai, è diventato proprio una tomba, a causa degli innumerevoli sbarchi e di conseguenza della moltitudine di persone che disgraziatamente ha perso la vita, in quel piccolo pezzo di mare, che li collega alla probabile salvezza.
Questa gente, nel loro paese dilaniato dalla violenza e dall'odio, andrebbe incontro a morte certa, e cerca una possibilità, anche solo su un milione, di sfuggire a tutto questo, di farcela a sopravvivere.
Quello che devono attraversare e superare per arrivare fin sulle nostre coste, è tremendo, e forse ai nostri occhi è totalmente inimmaginabile. 
Non possiamo immaginare e capire, l'incredibile dose di violenza, dolore, sofferenza che uomini, ma anche donne e bambini, hanno visto in faccia, o peggio, vissuto sulla propria pelle.
E purtroppo sono in tantissimi a non riuscire a guardare in faccia la salvezza, sono in tantissimi a non poter avere una speranza di sopravvivenza.
A tutti loro, va il mio pensiero ogni volta che guardo il mio splendido mare, ogni volta che mi perdo con lo sguardo all'orizzonte.
 Ma porca miseria, io difronte a questo dolore, mi sento indignata!
Perchè non è materialmente possibile che chi ci governa, non solo non faccia nulla, ma peggio, speculi sugli introiti che questo ormai, triste business, porta.
Ma la mia terra, la Sicilia, non è solo questo; e con essa, nemmeno la più vasta Italia.
Purtroppo mentre ogni nostro spazio vitale, viene "invaso" dagli immigrati e i centri di accoglienza trasbordano di persone, ci sono un sacco di altri problemi che ci stanno letteralmente mettendo in ginocchio.
Questa foto è solo un esempio della situazione, che imperversa al di fuori dei nostri campi profughi, dai quali questa gente spesso scappa, per raggiungere altre destinazioni o semplicemente per nascondersi.
Le nostre strade sono strapiene di questa gente e fra di loro, sono sicura ci saranno persone bravissime, anzi, sicuramente saranno la maggioranza. Ma fra loro, indipendentemente da razza o religione, ci sono persone che non hanno più nulla da perdere e che per le assurde leggi del nostro paese, non corrono nessun rischio.
Ecco, è questa l'assurdità. In un paese, che è quello nel quale sei nato e cresciuto, quello che è democratico e che non è in guerra, devi aver paura ad uscire appena fa buio con il passeggino o da sola, perchè apparte i commenti molto poco ortodossi, spesso, devi star attenta a tuo figlio, alla borsa e perfino a te stessa.
Ed è orribile.
Viviamo troppo spesso nella paura, e questo perchè?
 Perchè abbiamo la sfortuna di vivere in paesi a poche miglia nautiche da quelli in difficoltà?
Non è giusto.
L'accoglienza è sacrosanta, ma altrettanto sacrosanto, è il rispetto degli usi e dalla cultura del paese che ti accoglie.
Siamo un paese, in cui, gli italiani, fanno una gran fatica. Un popolo che ha ricostruito l'Italia nel dopoguerra ed ora si trova in povertà, per una pensione da fame, per la disoccupazione che ha raggiunto tassi altissimi.
Io non parlo di statistiche, non guardo i tassi. Io guardo le persone. E penso che più di tutto, siano le immagini a parlare per me.
 Donne e uomini che hanno lavorato un'intera vita, per arrivare alla pensione, per godersi finalmente un po' di vita e di libertà, si ritrovano a cercare fra i rifiuti di un mercato finito, qualcosa che sia ancora commestibile.
Guardate quanta disperazione c'è in questa foto...
Sono persone normali, come la nostra maestra delle elementari, come la nostra vicina di casa, perfino come nostra madre.
Ed è assurdo che un paese in ginocchio in questo modo, debba garantire invece agli stranieri, la sopravvivenza, costringendo il suo popolo a mendicare.
Lungi da me, essere razzista per l'amor di Dio, sono assolutamente d'accordo con l'accoglienza. 
Non sono certo loro, ad essere sbagliati, è il nostro governo che dovrebbe tutelarci ed invece non fa altro che sovraccaricarci di tasse da pagare, non riconoscendoci il minimo diritto.
Io ho una malattia, la conoscete tutti, che porta dolori cronici e che attacca i miei organi, ma per la nostra sanità, io, come tutte le mie compagne di sventura, in questa nostra Italia, non abbiamo il diritto a curarci. Perchè, l'endometriosi non viene riconosciuta, non viene data alcuna esenzione per le molteplici medicine che prendiamo, per i regimi alimentari a cui siamo sottoposte (molte di noi, seguono una dieta molto rigorosa, simile a quella dei celiaci, ed hanno benefici in termine di dolore), per l'invalidità a cui spesso la malattia ci porta.
Mentre gli immigrati, hanno la totale esenzione per qualsiasi spesa medica. E questo è solo un esempio.
Ed anche questa è la nostra bella Italia!
Mi capita spesso di andare a dare una mano, in quelle mense gestite da associazioni di carità che si occupano dei nuovi poveri. 
La prima volta che sono entrata lì, la cosa che mi ha colpito, è stato il forte senso di dignità di chi stava seduto ad aspettare la carità.
Mi ha colpito vedere visi che conoscevo, persone che ho incontrato nel mio cammino. E mi ha colpito la loro dignità nel ricevere, come il nostro sentirci piccolissimi nel dare a loro, che erano stati i nostri bidelli a scuola, i nostri maestri, o interi nuclei familiari con bambini, che potevamo essere noi, per età, per situazione.
Mi è venuta la pelle d'oca, nel rendermi conto di ciò che ci circonda veramente e di quanto questo stato, fatto da uomini, non si renda conto o non vuole rendersi conto, di quanto dolore sta seminando con questa politica fatta da interessi personali e di tutta questa gente senza scrupoli, che non fa altro che lucrare sulla pelle di chi, a fatica riesce a vivere una vita dignitosa.
E' una vergogna, che nel 2015 in Italia, ma non solo, in un paese democratico ed evoluto, debbano accadere cose simili. 
E' una vergogna, che le persone debbano aver paura di uscire per strada. Che si debba aver paura di un attentato, di un pazzo che può fare ciò che vuole, tanto poi le punizioni vengono abbreviate, o del tutto sanate. 
Scusatemi lo sfogo oggi, ma avvolte è così difficile sopravvivere in questa nostra terra, che la chiami Sicilia, Piemonte, Lazio, o qual si voglia, è davvero poco importante.
Siamo la terra dalle mille contraddizioni. Un popolo con mille pregi, ma con il difetto di non saper porre fine a questa politica arrivista e malata, che non pensa al bene del Paese, ma al proprio.
Io non capisco nulla di politica e non sono contro nessuno, ma vedo cosa mi circonda e non posso tacere il mio disappunto per tutto questo.
Probabilmente questo post, solleverà malumori, o come sempre, starete zitti ad ascoltare, ma comunque sia io ho espresso il mio pensiero e magari sarà solo una goccia nel mare, ma il mare è fatto da tante piccole gocce.
Ma nemmeno poi le parole servono davvero se non si cambia. E per cambiare il mondo, si deve partire da se stessi. Solo dopo aver cambiato noi stessi, aver tolto i paraocchi, essersi investiti di umiltà, si potrà iniziare davvero a ribellarsi, ed a cambiare finalmente questa terra, che meriterebbe di essere conosciuta solo per sole, mare e tradizioni meravigliose da raccontare.



lunedì 11 maggio 2015

Vi chiedo un favore e vi dico grazie.

Intanto inizio questo post, ringraziandovi, perchè mi seguite in tanti, e perchè di recente, ho superato le 10000 visite e sono veramente contenta di questo risultato.
Vi ringrazio anche, perchè alcuni di voi, mi hanno detto che un mio post, gli è stato d'aiuto in un momento di difficoltà, e questo per me, è un riconoscimento inestimabile.
Perchè se è vero che, io scrivo le mie sensazioni, le mie emozioni, per cose che mi accadano personalmente o semplicemente per ciò che mi accade intorno ogni giorno, è altrettanto vero che se poi, queste emozioni riesco a trasmetterle, evidentemente, c'è qualcosa di buono in quello che sto facendo. 
Ed anche per questo, vi dico grazie.
Purtroppo però, i miei amici di sempre, si fanno desiderare nei commenti, e non pretendo certo che sia un dovere, ma un pò mi dispiace, perchè nonostante la lunga assenza, io ho iniziato e loro c'erano e mi dispiace adesso che, siano usciti di scena, e sento molto la loro mancanza. 
I loro commenti, sono stati per me, pillole di saggezza e lenitive, in momenti molto difficili della mia vita. Ragion per cui, se ancora mi leggete ogni tanto, il mio abbraccio va a voi.
Poi, ho alcuni amici che mi seguono con affetto, e mi auguro sinceramente di meritarlo. Putroppo, per me, sono stranieri e faccio fatica delle volte a comprendere perfettamente e vi chiedo scusa di questo. E soprattutto, sono tutti anonimi. 
Questo, mi fa fare parecchia confusione, perchè magari commentano più di una volta ed io non ho i mezzi, per capire se lo fa o meno, la stessa persona.
Inoltre, per il mio modo di essere, mi piace sapere che la persona con cui sto parlando, ha un volto e un nome, anche se non il suo vero nome. Mi piace discuterci, mi piace scambiare pareri. 
Ho avuto la fortuna di stabilire con molti blogger, dei veri e propri rapporti di amicizia e mi piacerebbe sinceramente che questo continuasse ad avvenire.
Quindi vi chiedo un favore, se proprio non siete contrari, registratevi, conosciamoci, e iniziamo insieme un percorso che magari un giorno ci porterà a stima e rispetto reciproco.
Comunque, indipendentemente dai miei discorsi, mille grazie, a tutti voi.
Senza di voi, mi sentirei molto sola, non fatemi mai mancare la vostra compagnia.

domenica 10 maggio 2015

Auguri mamme

Oggi è la festa della mamma, mese della Madonna, mamma per eccellenza, Amore supremo, ineguagliabile in fede e tenacia.
Ma sarebbe riduttivo credo, festeggiare le mamme biologiche e dimenticarsi invece, di chi mamma lo è, nel cuore ebin tutto il proprio essere, anche quando, ha le braccia vuote.
Quelle, sono le mamme speciali, le mamme che danno la loro vita, a servizio degli altri, che siano bambini negli orfanotrofi, casa famiglia, o i figli sfortunati di genitori che non sanno amare.
Che siano, anziani, malati, profughi, animali.
Quelle sono mamme, che hanno molti figli e quindi, anche molto amore da dare al mondo.
Le definirei mamme nell'anima, perché pur non pretendendo nulla, sono capaci di dare senza misura, senza aspettarsi un grazie, senza voler plagiare nessuno, come spesso noi mamme tentiamo di fare.
Mamme ci si nasce, mamme lo si è dentro, da sempre e per sempre.
Ma se è vero che lo si nasce, è altrettanto vero che, c'è molta fatica, sacrificio, sofferenza e dedizione, dietro alla nascita di una mamma.
Penso che molte donne, come me, hanno affrontato con difficoltà il compito e l'onore, di essere madri. Combattute fra l'amore, la stanchezza, l'educazione e il desiderio di sorridere invece che, di essere autoritari.
Io, malata da ormai 18 anni, (la mia endometriosi è diventata maggiorenne: evviva!!), avvolte fatico a trovare le energie, la pazienza, la calma. Perché nonostante il mio ometto, è un miracolo per me, avvolte la sofferenza e le sue conseguenze offuscano molto il quotidiano, ed è li che arriva la difficoltà.
Io penso che non ci siano mamme perfette, mamme giuste. Ci sono mamme, che ci provano ogni giorno, cercando di superarsi, cercando di fare la cosa più giusta. 
A tutte le mamme, di pancia, adottive, nell'animo, oggi, va il mio più profondo grazie. Perché se mai si può smettere di essere mamme, non si potrà mai smettere di essere figli.
E per ciò che mi riguarda, con tutti i miei sbagli e i miei dubbi, sono una mamma felice di esserlo, una mamma di un bimbo meraviglioso (è mio, come potrebbe essere altrimenti??) e pestifero (mio malgrado è mio anche in questo...), di un cucciolo di jack Russell e un gattone. E vi assicuro, gli ultimi due, non li ho partoriti, ma sono anche loro orgogliosamente figli miei (i peli li hanno presi da mio marito.. Ihihih).

Auguri mamme, siate sempre fiere della vostra vita e del vostro enorme cuore.
Ci abbraccio tutte.
Il mio bimbo peloso, jack.

Il mio cucciolo umano!

Lui è Tommy, il mio bimbo peloso.

venerdì 8 maggio 2015

Ricordi

Ecco appunto!
E sono anche convinta che, se sono diventata ciò che sono, lo devo solo a me stessa, al mio non mollare quando invece mi sentivo affogare, quando mancava l'aria, quando ostinatamente sono andata avanti, tentando di fare la cosa più giusta.
Questa sono io, una donna, che ha sempre lottato con l'idea che gli altri si erano fatti di me.
Una donna che ha cercato sempre di rimanere se stessa, anche quando il mondo intorno cercava di cambiarla. Anche quando faceva fatica a ricordarsi davvero chi era.

I ricordi...si affacciano spesso in questo periodo alla mia mente. Purtroppo, io ne ho pochi, il mio cervello per un oscuro meccanismo di rimozione, va cancellando man mano, ciò che mi accade. Quindi delle volte, molto spesso in realtà, finisco per dimenticare qualsiasi cosa.
Ma è una cosa che ho sempre trovato brutta, perché è come se eliminassi parti del tuo passato, parti integranti. E' un po' come non averle vissute, e non è davvero giusto.
Noi, siamo sicuramente fatti di ossa, di sangue, di pensiero e cellule, ma oltre che il sangue nelle nostre vene, scorrono ricordi.
Grazie al nostro passato, possiamo dire di essere ciò che siamo oggi. Senza il nostro passato, non esisterebbe il nostro presente. Quindi, anche se avvolte è stato doloroso, è stato difficile, dobbiamo sempre essere grati, perché è grazie a quello che possiamo essere ciò che ci piace di noi.

E' giocando fra queste vie, che sono cresciuta, sotto il sole, girando le case sempre aperte, di vicini e parenti.
Solo fra quelle vie, circondata dall'amore di mia nonna, dai miei parenti, zii e cugini, mi sentivo veramente felice, mi sentivo veramente parte di qualcosa di unico, di importante.

Quante cadute, ginocchia sbucciate, pianti, su quelle pietre.
Ma erano giorni meravigliosi, di una magia unica, indimenticabile.

Quante volte, seduta sul muretto sotto la croce, mi sono fermata a pensare, con lo sguardo perso all'orizzonte, la mente in pace.
Quante volte la domenica mattina, mi svegliavo con il suono assordante delle campane che richiamavano i fedeli alla prima messa (ed era molto presto....).
L'infanzia è un periodo magico. Si forma il nostro carattere e si pongono le basi, di ciò che saremo, si creano legami indissolubili, che non cambieranno mai, nonostante si diventi grandi, nonostante la vita cambia.
Ma l'infanzia, è quel momento in cui, ancora tutto è possibile, in cui, la nostra vita, è totalmente nelle nostre mani, e possiamo disporne, come meglio crediamo.
L'infanzia, è quel momento, in cui si crede ancora ai sogni, si crede ancora possano realizzarsi, come noi desideriamo.
E quando oggi, riapro il cassetto dei ricordi, ci ritrovo foto ingiallite dal tempo, momenti impressi per sempre nella pellicola.
Foto di visi che hanno fatto parte della tua storia, avvolte come semplici comparse, altre invece, ne hanno lasciato il segno.
I miei ricordi sono a colori. La luce del sole d'estate, i gatti siamesi della vicina di casa di nonna, con gli occhi azzurri; i colori della campagna in estate, gialla e marrone; il trattore rosso su cui mi portava mio cugino; la bagnarola di zinco con l'acqua scaldata al sole, in cui simulavo una piscina; il camioncino giallo e azzurro con il quale noi cugini giocavamo in soffitta dalla nonna; la musica che veniva dalla falegnameria accanto casa.
Più mi affaccio ai ricordi, più piano piano, torno a scoprire me stessa, torno a capirmi, torno a conoscermi.
Ed in questo processo di riconoscimento di me stessa, il cuore mi si riempie di gioia, di tenerezza, di dolcezza e d'amore, per questa piccola Minà, sempre bisognosa d'amore e di attenzioni, fino a quasi elemosinarle, a questo suo caratterino ribelle ed ostinato, a quella dolcezza innata.
Minà si riconosce un po' nella donna di oggi, e da bambina saggia, sa, che l'adulta dovrebbe imparare un po' dalla bambina. 
Che dovrebbe amarsi di più e cercare nei ricordi, la chiave che apre le porte del futuro.
  



Mentre scrivevo, mi è venuta alla mente questa canzone, di un passato veramente remoto, e ho deciso di inserirla nel post.
Buon ascolto!
























FOTO DELIBERATAMENTE PRESE DAL WEB