venerdì 27 novembre 2015

Sono ciò che non vorrei.


Sono diversi giorni che cerco di dar forma ai miei pensieri, che cerco di scrivere qualcosa, forse anche per capire cosa provo, eppure, non ci sono riuscita.
Improvvisamente, senza alcun preavviso psico fisico, sono piombata in una sorta di letargo mentale, dal quale trovo molto difficile scuotermi.
Se provo ad analizzare i motivi, ne potrei trovare a bizzeffe, eppure non ci sono cose che mi sorprendono, novità inaspettate che mi hanno sconvolto la vita. Tutto ciò che può farmi soffrire, c'è sempre stato e forse ci sarà per sempre, eppure il dolore non va via, non si placa, non si rassegna, non si addormenta.
E' un dolore in testa e nell'anima. Tutto il resto, passa dalla lacrime, che sono come silenziosi fiumi sul mio viso, non lasciano sapore, non lasciano traccia, lasciano solo il gelo del loro passaggio.
Nemmeno il sale ormai, è più una loro caratteristica. Delle volte sembrano che siano sull'orlo degli occhi, ed invece, sono dentro, nel fondo dell'anima e scavano solchi, erodendo me, piano piano, giorno per giorno, lasciandomi qui, immobile, senza parole, senza sospiri, senza alcun senso.
Avvolte invece, è proprio il nulla. Non provo nulla, non sento nulla, non c'è dolore, non c'è sofferenza, è come se il mio essere si fosse svuotato di me, di ciò che sono, dei miei pensieri, dei miei sentimenti.
Ed è come se di me, non ci fosse traccia.
Da una parte, sto meglio, non sono costretta a pensare, non sono costretta, a star bene, posso coltivare il silenzio, fuori e dentro di me; non chiedo di meglio in quei momenti, che essere da sola, che sentirmi circondata da silenzio. Ogni parola, ogni suono, ogni trillo, interrompono il mio stato vegetativo, e mi riportano ad una realtà che in quel momento non riconosco.
Poi, c'è la rabbia.
Potrei scriverci un libro, ma non capirò mai da dove arriva e perchè. Succede all'improvviso, con la potenza di un uragano e la velocità di un fulmine, non puoi prevederla, non puoi prevenirla. Dallo stato di calma apparente, guizza fuori lei, e non riesco a fermarla.
E' ceca, sorda a qualsiasi richiamo, e mi distrugge più del silenzio, più del dolore.
Mi riporta una parte orribile di me stessa, che ho disconosciuto molti anni fa, che ho soffocato nella sua stessa furia, quando ero una ragazzina arrabbiata con il resto del mondo. Quando ero sola, incompresa, frustrata e logorata nel cuore. Quando l'amore non lo conoscevo ancora, e ne diffidavo, perchè ogni volta, mi aveva portato solo dolore, solo abbandono.
Guardo la me arrabbiata, come si può fare con un mostro. Ne ho timore e schifo, l'immagine che mi riporta lo specchio, non mi appartiene, non sono io, ed è tutto il contrario di ciò che vorrei essere.

Mi ritrovo quindi, con questa me stessa sotto sopra, da settimane ormai, e non riesco più a capire nulla. 
Questo malessere interiore, si ripercuote sul mio fisico, che già stava messo male, e tutto questo, delle volte, toglie il respiro, le energie, perfino il desiderio di lottare contro i mulini a vento. Non sono Don Chisciotte, non ho la sua illusione e nemmeno il suo spirito di sacrificio.
Sono un essere umano, che in alcuni momenti della vita sente che potrebbe crollare da un momento all'altro, che sarebbe più facile lasciarsi andare, farsi trasportare dall'assurda marea, ma qualcosa per fortuna dentro me, non mi permette di annegare, o almeno di lasciarmi andare alle onde.
Se questa vita, avvolte così stronza e bastarda, avvolte dolce e beffarda, mi ha insegnato qualcosa, è stato imparare a nuotare.
Solo che ogni insegnamento, passa da una morsa di sofferenza e dolore.
Ogni tanto, vorrei fermarmi e godermi, la mia beata ignoranza!

mercoledì 25 novembre 2015

25 nobembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne.



Volevo iniziare così, e propiro con questi personaggi un pò buffi, questa mia riflessione su questa giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Purtroppo, beffardamente, proprio oggi, c'è stato un altro di questi efferati omicidi, ai danni di una donna da parte di suo marito, con a casa il bimbo di sei anni.
Non capirò mai, cosa scatta nella mente di questi esseri umani, padri, mariti, compagni, di donne che hanno subito, o subiscono ogni giorno, questa serie di abusi, di sorprusi, di violenza.
Sicuramente, la più orrenda è quella fisica. 
Ma c'è un altro tipo di violenza, altrettanto devastante e che distrugge ogni essere umano dall'interno, ed è quella verbale.
Altrettanto inaccettabile, perchè donne succubi, mentalmente o psicologicamente, vengono violentate nell'anima e nel cuore, fino a distruggerle.
A distruggere la loro autostima, il loro amor proprio, il rispetto di sè stesse.
E' lo stesso meccanismo per il quale, una donna che subisce violenze fisiche, non osa ribellarsi, ed invece, rimane accanto al suo carnefice, addirittura difendendolo, coprendo le sue malefatte, cercando di salvarlo. Perchè sentono di essere loro colpevoli.
L'aguzzino è così bravo, da distruggere ogni forma di raziocinio, ogni rispetto per sè, dalla mente di queste donne.
Alcune purtroppo non ce la fanno.
La mia preghiera oggi, va a tutte loro, va ai loro figli innocenti, va ai genitori, a chi rimane, a chi sopravvive dopo di loro.
Perchè il dolore che dovranno portarsi dietro è immane.
Va a tutte le donne che stanno combattendo questa assurda battaglia psicologica, che le vede provate, e private di quelli che rappresentavano i propri valori, le loro più radicate convinzioni. 
Le vedo, chiuse in un angolo insicure ed impaurite, le vedo tremare, star male. Ferite nell'anima, dove non c'è guarigione.
Viviamo in un mondo sbgliato, nel quale si insegna alle donne, a distinguere un complimento dall'adulazione, un'attenzione da un'avance. 
Si insegna alle donne la difesa personale, per poter far fronte ad una violenza fisica improvvisa o perpetrata.
Si insegna alle donne a non provocare, a non porsi al centro dell'attenzione, a non essere appariscenti.
Invece si dovrebbe insegnare agli uomini, che le donne non si toccano, se non per accarezzarle.
Che la violenza è meschina, stupida e totalmente sbagliata.
Che picchiare una donna, non è segno di potenza fisica, di forza, ma solo di vigliaccheria e debolezza.
Dovremmo insegnare ai nostri figli, il rispetto della vita, delle idee diverse, delle culture diverse, delle religioni diverse.
Dovremmo insegnare ai nostri figli ad amare le donne, e dove c'è amore, non c'è violenza, c'è rispetto.
Spero che oggi, e nei giorni a venire, le donne possano ribellarsi, possano fuggire alle catene che le costringono schiave di esseri che non possono definirsi Uomini. Perchè una soluzione c'è sempre, perchè donne, non avete bisogno di loro, avete solo bisogno di voi.
Coraggio, la strada è lunga, è difficile ed impervia, ma la meta è troppo importante per non impegnarsi, per non lottare.
Coraggio!

domenica 22 novembre 2015

1-0 per me: endometriosi, non mi avrai!

E poi ci sono sere come questa, in cui le parole ti fanno compagnia, e ti fanno da sostegno, fra i dolori, che avvolte non riesci più a sopportare. 
Perchè diciamocelo chiaro, chi sta male è una rottura di scatole per sè e per gli altri.
Ma non puoi scegliere nè sè, nè quando, così semplicemente stai, e stringi i denti, e cerchi di andare avanti. 
Mentre il male ti logora dentro, ma ormai lo sai, ci convivi da moltissimi anni, ci fai i conti ogni giorno.
Ricordo ancora benissimo il giorno, in cui per la prima volta venni a contatto con la maledetta endometriosi. Ancora non aveva un nome, ancora non sapevano diagnosticarla, ma ricordo i suoi dolori, ricordo il senso di impotenza, incomprensione e di solitudine. Perchè nessuno mi credeva, nessuno mi capiva, nessuno era in grado di mettersi nei miei panni.
Ancora  oggi, purtroppo succede, ma è per fortuna una rarità.
Se penso che la maggior parte dei medici ginecologi, che ti dovrebbero credere ed ascoltare quando parli dei tuoi dolori, è un uomo....ho detto tutto.
Senza nulla togliere, ma non hanno nemmeno idea di cosa siano i dolori mestruali, come fanno a conoscere e addirittura descrivere o peggio, capire, altro?
Si, perchè fondamentalmente l'endometriosi in sè, per quanto sia una brutta bestia, non ti uccide, e da sola è anche sopportabile. Ma è viscida come può esserlo un fungo, da bravo parassita, si trascina dietro tanto altro, e lascia il povero essere rinsecchito (e non è certo il mio caso, credetemi!), senza linfa vitale.
Proprio stasera, ho avuto modo di passare del tempo, con una persona che è stata molto importante nel mio passato, a cui sono legata da un profondo affetto, e che, è stata colei che dopo quella prima disastrosa diagnosi, mi ha abbracciata, consolata, asciugato le mie lacrime.
Colei che mi era amica, parente e anche un pò mamma, in quel periodo di profondo vuoto affettivo e familiare che stavo vivendo.
Colei che mi faceva ridere fino a piangere, e che mi ha fatto piangere per la dimostrazione del profondo affetto che aveva nei miei confronti e che era naturalmente pienamente ricambiato.
Perchè ci sono persone nella nostra vita, che non passano invano, che lasciano un segno.
E' l'amore a farlo. 
L'amore ricevuto e quello donato.
Sono pezzi di cuore, di rispetto, che semini in giro e che una volta germogliati, non cessano mai di fiorire. E rimangono lì, come se avessero il dono di una fioritura eterna. E mentre tutto intorno a noi cambia, e cambiano le stagioni, cambiano i venti, le vite, le persone, ci sono affetti, che restano immutati. E non importa se non ci si vede mai (però ci si promette sempre di cambiare), se non ci si frequenta, queste persone, restano nel cuore, sempre e comunque.
E questo, nessuna malattia può cambiarlo.
Nemmeno stasera, la bestia ha vinto.
Nonostante mi hai messo a dura prova, con male alla schiena e coliche di ogni tipo, e con dolore tale, da dover ricorrere al mio adorato toradol, non mi hai presa.
Ho scritto il mio blog, ho letto a mio figlio una bellissima storia di natale, ed in mezzo ai suoi peluques si è addormentato.
Anche stasera, 1-0 per me!

mercoledì 18 novembre 2015

Vento di terrore

Ho scelto questa foto, fatta da me solo una settimana fa, perchè questo tramonto mi da serenità, oggi che davvero, ne abbiamo molto poca.
Ormai le nostre giornate, iniziano con i telegiornali o con le notizie che circolano su facebook, di questa emergenza, che ci ha colto alla sprovvista, e che invece, dovevamo aspettarci.
Anche oggi, la mia giornata è iniziata così, quasi ci fosse una fame di notizie, che non mi riguardano direttamente, ma temo, che ci riguarderanno presto. Infondo riguardano tutti noi.
Ascolto di falsi allarmi in tutto il mondo, da noi, ad Agrigento, fino in Germania, New York. E rifletto....questa gente sta ottenendo proprio il loro scopo, sta riuscendo in ciò che davvero vuole. Seminare la paura, il panico, l'odio, la diffidenza, la disperazione, l'instabilità.
Chissà quante risate alle nostre spalle si stanno facendo.
E in tutto ciò, hanno ottenuto una vittoria ancora più grande, hanno portato la guerra, nella civile, democratica, pacifista Europa.
Perchè inutile ormai nasconderci o usare giri di parole, siamo in guerra.
Dalle immagini che si scorgono in tv o peggio su facebook, si vede quanto questa guerra sia cruenta e dolorosa, quanto questa guerra sia dolorosa e purtroppo come tutte le guerre, miete vittime innocenti, civili inermi, che si ritrovano massacrati. 
All'ISIS non importa nulla di loro, e non importa affatto che siano Parigini, che siano Siriani, che siano Iracheni. Loro hanno un solo scopo e nulla e nessuno, può frapporsi fra loro e gli obiettivi prefissati.
Qualcuno li definisce bestie. Onestamente il mio cane, non farebbe mai male ad un proprio simile, indipendentemente dalla razza, dalla nazionalità, dalla lingua, dal pedigree. 
Loro sono esseri umani. Loro sono bestie. Ci vorrebbero forse più bestie a questo mondo.
Poi, in tutto questo marasma di odio, di venti di guerra, ci sono le parole del cardinal Bagnasco, che invece, mi hanno colpito, che mi hanno fatto riflettere.
Lui dice, che ci vorrebbe un embargo per l'ISIS, nessuno a livello mondiale dovrebbe più parlare con loro, dovrebbe più comprare il loro petrolio a buon mercato, dovrebbe fornirgli armi o viveri. Solo il totale isolamento, li distruggerebbe davvero. 
Ed io credo abbia ragione.
Loro si circondano di giornalisti, li usano, per farsi propaganda, per seminare ancora più terrore. Se su di loro calasse il silenzio, se non avessero più come finanziare le loro folli operazioni, se il mondo per una volta si unisse, invece di distruggersi e di pensare esclusivamente solo agli interessi economici, forse, potrebbe esserci un'alternativa ad una GUERRA, dove a pagare sono sempre e comunque gli innocenti.
Spero sinceramente che Dio, illumini le menti di chi deve prendere decisioni importanti.
Il mio Dio, non vuole sangue, non vuole vittime, non vuole violenza.
La mia religione, è la religione della misericordia, dell'amore, del perdono. 
Il mio Dio è Amore, è Pace.

sabato 14 novembre 2015

L'orrore di Parigi

Credo non ci siano molte parole questa mattina.

Nelle parole della stampa, dei giornali, c'è coraggio, voglia di reagire, persone, occidentali, europei che non si arrendono difronte alla politica del terrore, dell'isolamento, che vorrebbero inculcarci con gli attentati.
La verità è che la gente ha paura. Io ho paura. A prendere un aereo, a professare la mia fede, a fare una vita normale. 
Io vivo in una cittadina tranquilla, ai margini delle grandi città simbolo della nostra cultura, e un pò mi sento sicura, ma sono comunque sconvolta, per ciò che sta accadendo.
In quel teatro, in quello stadio, potevano esserci i figli di tutti noi. E penso a quei poveri genitori che oggi, non potranno riabbracciare i loro figli, morti, perchè colpevoli di vivere una normale vita, "all'occidentale".
Siamo un paese in guerra, anche se ci sforziamo di simulare una potenziale pace. 
Il germe della diffidenza, del razzismo ormai è in ognuno di noi. 
Quando per strada, incontriamo donne con il velo, o peggio completamente oscurate dal velo integrale, noi, non nutriamo più pena per loro, ma paura.
Ed è terribile.
Perchè la paura, fa fare una miriade di sciocchezze, perchè fa male, perchè non è giusto distruggere le vite di millioni di persone, per un falso attaccamento religioso. Chi uccide per religione, è semplicemente un assassino.
Nessuna religione, predica il massacro. Nessun Dio, vuole morte. Ogni religione, predica amore e misericordia.
Rifletto e penso a quei poveri siriani, che scappano da questo orrore, lo stesso, che ci ritroviamo adesso a casa nostra.
Sicuramente il male, si nasconde anche fra loro, ma sicuramente tanta gente a questo mondo, sta pagando troppo caro il prezzo di una guerra che non ci appartiene, di un odio che non abbiamo meritato, di una follia devastante e distruttiva.
Mi scuso con tutti, se i miei discorsi oggi, sono così confusi e così strani, ma non potevo fare a meno di scrivere e nel frattempo, non posso fare a meno di essere scioccata dalla vicende di queste ultime ore.
Penso ai francesi, che uscendo dallo stadio, tenendo stretti i propri figli, sconvolti e feriti nel cuore e nell'anima, intonano la marsigliese.
Penso a questa gente coraggiosa, che ha deciso di non farsi abbattere e fermare dalla follia e dall'odio.
Penso alla gente coraggiosa che è scesa per strada per aiutare i feriti, avvolte venendo ferita a propria volta, e penso a chi ha coraggiosamente aperto le proprie case a chi ha bisogno.
A loro, al popolo francese, va tutta la mia solidarietà e le mie preghiere, perchè ormai è una guerra non dichiarata quella che stiamo vivendo.
Che Dio ci aiuti ad avere coraggio, a resistere al male, a fare la cosa giusta.
Che Dio, protegga i nostri figli, di qualsiasi nazionalità siano.
Apriamo gli occhi, guardiamoci intorno, continuiamo a vivere, ma basta dormire.
Politici, aprite gli occhi e per la miseria, chiudete quelle maledette fabbriche di armi, basta con gli interessi economici, altrimenti ci ucciderete tutti, e non saranno i terroristi a farlo, sarete voi!

martedì 10 novembre 2015

Riflessioni.

Ci sono giorni duri, ed altri che non dovrebbero esserlo ma lo diventano. 
Quando siamo ragazzini sogniamo e poche volte, molto raramente, quei sogni si trasformano in realtà. 
Io, da ragazzina sognavo molto, il mio più grande sogno, era scrivere la storia della mia vita. 
Siccome non sono certo diventata famosa negli anni, a nessuno poteva interessare la storia della mia vita. 
Quindi ho scartato l'idea dell'autobiografia. 
Ho iniziato 100 volte a scrivere e per 200 ho lasciato perdere. Non mi piaceva, non mi rappresentava. 
Poi un paio di anni fa, ho scritto il primo capitolo. Mi è piaciuto. Mi sono fermata ancora. 
Un anno fa circa, in un momento di forte buio, sono entrata in analisi, ed ho deciso di ricominciare a scrivere, perché così facendo potevo finalmente affrontare i miei dolori e magari superarli una volta per tutte. 
Ed è andata veramente così. Naturalmente ho inventato dietro una storia, che romanza il tutto, ma c'è molto del mio dolore, delle mie illusioni e dei miei sentimenti in ciò che ho scritto. 
Ci ho messo un anno. 
Poi ieri, improvvisamente l'ho finito. 
Ho capito che era fatta. In una mattina ho scritto gli ultimi due capitoli e infine, l'epilogo. Così, come se fossero stati dentro di me. 
Piangevo mentre scrivevo, è stato difficile farlo, in tanti momenti. 
Eppure....
Quando le emozioni vengono fuori, risolvono i grandi dolori, lasciando il posto alle lacrime. 
E sono lacrime di sollievo, lacrime di chi ha dato troppo. 
Quindi per me ieri, era un giorno speciale. Il mio sogno non è completo, io vorrei vivere di questo, ma è comunque un grande sogno,che fino ad ieri, non sapevo se mai sarei riuscita a realizzare. 
Purtroppo c'è un MA. 
Nessuno ci ha fatto caso. 
Ho la sensazione di vivere troppo spesso una vita orientata verso gli altri, dove non c'è alcun posto per i miei sentimenti, le mie gioie, le rarissime soddisfazioni che la vita mi da. 
Troppo spesso, mi sono sentita una fallita, mi sono sentita di non essere, di essere solo buona a dare aiuto, sostegno, conforto. 
Fare da mangiare, fare le pulizie, essere mamma, dovrebbe riempirmi la vita. Forse essere felice. 
Scusate tanto, sarò fatta nella maniera sbagliata, ma non è così. 
Ieri sera sarei dovuta uscire a festeggiare, avrei dovuto essere incoraggiata perché io questo libro voglio pubblicarlo, ma non ne so nulla. 
Avrei voluto che qualcuno mi dicesse che sono stata brava, che mi facesse domande, che parlasse con me. Invece mi sono sentita trasparente come al solito. 
Se la determinazione basta, mi scontrerò di nuovo con la solitudine, ma un giorno, vi presenterò il mio libro. 
Non spero certo che per miracolo qualcuno mi lanci nel mondo dell'editoria, ma spero di avere un'occasione, visto che sono così prossima al mio giro di boa. 
E se qualcuno, leggendolo, verrà confortato o si sentirà capito, avrò raggiunto il mio scopo. 

domenica 8 novembre 2015

Bimbi




Oggi mi è capitata fra le mani questa foto di una Pasqua di qualche anno fa, è più la guardavo, più pensavo a tutto quello che vivevo in quel periodo. 
Questo cucciolo indaffarato a far pulizie, è sempre stato molto vivace, fin da neonato. 
Per i primi suoi nove mesi di vita, praticamente passava il suo tempo a piangere e non dormiva mai. 
Quando dico MAI, non è tanto per dire, era davvero mai. Passavamo un'ora nel tentativo di farlo addormentare, è appena aveva preso sonno, lo poggiavamo il più delicatamente possibile nella culla. Ma come per magia, appena l'ultimo cm delle ns mani si staccava da lui, è il suo corpo toccava materasso, ecco che partiva un pianto disperato. 
Penso che se mai aveste voglia di torturare qualcuno nella vita, dovreste pensare alle mie parole. Il pianto ininterrotto di un neonato è fra i mezzi di tortura più terribili, perché ti entra nel cervello e ci fa casa, in modo che tu lo senta anche quando non c'è. 
Quando vivevo quei momenti, invidiavo chi, aveva dei bimbi da manuale, invidiavo anche quei pazzi che, decidevano di fare subito il secondo. Mi sembrava assurdo. 
Non posso negare che è stato uno dei momenti più difficili della mia vita. Non posso non ammettere che ho temuto per la mia sanità mentale. 
In quel momento non vedevo l'ora che crescesse, che fosse più autonomo, più gestibile. 
Non avevo capito nulla. 
"Figli buchi guai nichi, figli ranni guai ranni". 
Bene, i miei antenati avevano proprio ragione. È il peggio è, che il bello deve ancora venire. 
Adesso lo guardò, ha cinque anni, la capacità di farmi diventare più cattiva di Crudelia Demon, è il visino più bello che ho mai visto. 
L'altra sera, in un attimo insolito di pace, lo guardavo e pensavo che, sta davvero crescendo. Sta cambiando, sta facendo tanti progressi, anche se le regressioni sono sempre dietro l'angolo. 
Lo guardavo, e pensavo che è lui il grande amore della mia vita. Senza nulla togliere all'amore fra uomo e donna, quello per un figlio, è il solo che nel momento in cui inizia, sai già che sarà per sempre. 
Il mio diavoletto cresce, in autonomia, anche troppa, e ci fa diventare pazzi. Avvolte mi fa rimpiangere quando era piccolo, quando piangeva sempre. Cosa che per altro, ahimè, ama ancora fare. 
La verità è che il compito dei genitori è difficile e spesso ci fa diventare matti. Ci fa rimpiangere quando la nostra unica responsabilità eravamo noi stessi. 
Ma non potrei più vivere senza lui. 
Io ogni giorno gli dono un po' di me e quel poco che ho imparato dalla vita e lui, mi salva ogni giorno dal dolore, dalla tristezza, e mi dà sempre una motivazione ad essere una persona migliore.   

giovedì 5 novembre 2015

Io sono.

Sono giorni strani questi, un autunno caldo sulla soglia di casa, ed un tiepido sole riscalda innaturalmente l'aria intorno.  
Senza un apparente motivo il passato remoto della mia vita, mi si ripropone agli occhi, come un vecchio film. 
Come una vecchia pellicola, graffiata e saltellante, con le immagini ingiallite dal tempo, mi si ripropone sotto agli occhi. E rivedo due me stessa. QUELLA me vera, autentica, che soffriva ma senza mollare e l'ALTRA me, disegnata dagli altri, dalle loro idee, dalla scarsa voglia di andare oltre quel l'apparenza da dura. 
Sono sempre stata dipinta, in un modo che non mi apparteneva, che non era nemmeno lontanamente ciò che ero davvero. 
E poi, le etichette sono così, ti rimangono appiccicate addosso, come quelle spighe che ci si tirava da bambini, ti rimanevano nelle maglie dei vestiti nonostante facessi di tutto per farle andare via. 
Per tutta la vita ho tentato di dimostrare di cosa davvero fossi fatta, ho cercato di far vedere la differenza, ma è sempre stato inutile. 
Solo chi ha avuto la curiosità di conoscermi veramente è riuscito ad andare oltre ad uno stupido stereotipo, ed ha conosciuto ME. 
Per ciò che mi riguarda, ancora oggi, le cattiverie non mancano, eppure, dopo la rabbia iniziale, finisce per non importarmi più. 
Ho la coscienza pulita, non devo spiegare, provare a discolparmi, trovare delle spiegazioni. Chi mi ama, è andato infondo al mio essere e sa chi sono. 
Il resto è solo accessorio. 
Come i soprammobili che accumuliamo nelle credenze, li spolveriamo ogni tanto, ci dispiace se avvolte qualcuno si rompe, eppure non dipende da questo la nostra vita.