giovedì 10 dicembre 2015

Presepe popolare


Proprio nell'anno del giubileo straordinario della Misericordia, più che mai, ricorre l'immagine della Sacra Famiglia, in questo Avvento del Natale un pò particolare, che dovrebbe scuotere i nostri cuori e non i nostri portafogli, che dovrebbe servire a rendere fertili le nostre anime, al seme che i nostri genitori, hanno buttato nella nostra infanzia.
Dovremmo fuggire dal consumismo di un Natale senza più Vera Luce, e dirigerci verso la Luce Vera, quella che illumina il mondo, quella che dovrebbe essere obiettivo ancora di più, con questo Natale ormai alle porte.
Volevo raccontare una cosa:
Il giorno dell'Immacolata, abbiamo deciso con mio marito, di andare a visitare una mostra di presepi, inaugurata nella mia città. Così famiglia al completo, cane compreso, ci siamo diretti verso il luogo in cui questi presepi artigianali o meglio, familiari, erano esposti.
Dico familiari, in quanto, fatti appunto da singole famiglie, che magari prima lo facevano a casa, e poi, hanno deciso di condividere questa meraviglia con il resto del mondo. 
Dico meraviglia a ragion veduta, perchè per me ogni presepe ha in sè qualcosa di magico che lo rende speciale e affascinante.
Ognuno di questi presepi, aveva una propria caratteristica distintiva. Alcuni, erano a movimento, altri, alternavano la notte al giorno, la maggior parte erano davvero completi, di opere e di mestieri più o meno, dell'epoca; altri erano abbastanza strampalati e originali.
Ma quello che più mi ha colpito, stava in un angolo, quasi nascosto, ed era quello che vantava meno personaggi, luci o coreografie spettacolori. Ho voluto condividere con voi, la natività un pò fuori le righe di questo presepe popolare, come era stato battezzato.
Secondo me, rispecchia proprio la realtà dei fatti.
Si vede Maria con in braccio un piccolo bimbo,  che si aggrappa a lei, con la tenerezza spontanea di un bimbo con la sua mamma.
Maria, non porta vestiti lucenti e mantelli, che tanto stonano con la povertà di quella stalla in cui si dice essere venuto al mondo Gesù. I suoi vestiti sono normali, una sciarpa sulle spalle.
Accanto a lei, un Angelo, la sostiene, la abbraccia quasi.
Secondo la storia, Maria era una giovane donna illibata, che improvvisamente si era ritrovata a portare in grembo senza alcun indugio, il figlio di Dio. Lei era la prediletta, la prescelta. Non credo che sia stato semplice, nonostante la sua immensa fede, dire quel SI, e poi, portarlo avanti con i dubbi, i timori e le immense difficoltà che una donna così emancipata per l'epoca, si è trovata ad affrontare.
Un pò defilato, seduto su un sasso, c'è Giuseppe; una giacca sulle spalle, un cagnolino accanto. 
Lui guarda, sostiene da dietro le quinte, la messa in vita di un miracolo, difficile da comprendere e da accettare.
Sa, che infondo non ne farà mai parte, eppure, non senza dubbi e fatica, anche lui, pronuncia quel SI, che avrebbe cambiato le sorti del mondo e della storia.
Stando in disparte, lui si fa portavoce silenzioso del progetto di Dio. Cresce come suo, il figlio di Dio, pensa a che competizione, a quanti dubbi, a quanta difficoltà.
Sta in disparte in questo presepe, a lasciare il compito di scrivere la storia a Gesù e Maria, ma senza far mancare mai, la sua presenza, il suo sostegno.
La scena di questa quotidianietà in questo presepe, rappresenta un pò, la scena delle nostre famiglie oggi. 
Dove non sempre, marito e moglile, riescono a camminare parallelamente, ma dove il centro è comunque questo bimbo, chiamato a nascere nel Natale dei nostri cuori, circondato dall'amore che il focolare di una famiglia crea. 
Riscaldato dall'amore incondizionato di una mamma e un papà, che sanno di non possedere, ma anzi, di ricevere il dono dell'amore.
Volevo dedicare questa immagine di famigllia, a due miei carissimi amici, che si sono trovati a fare un loro Avvento molto personale ed avvolte molto difficile.
Due buoni cristiani, che si sono trovati ad affrontare i loro limiti e le loro debolezze, ma che sono sicura, adesso, saranno ancora più grandi di prima.
Quando sei un buon cristiano, quando rispetti le leggi di Dio e degli uomini, sei una persona buona, ti sposi, pensi che il normale percorso, sia quello di avere una famiglia, di crearti ciò che è naturale per gli uomini. Pensi quindi, che avere un figlio, sia tuo diritto, infondo tu, sei un buono, stai dalla parte giusta.
Quando questo figlio non arriva, tutte le tue certezze crollano, e la tua fede, tutti i tuoi valori, vengono scossi dalle fondamenta.
Quando un figlio, arriva, con un metodo poco convenzionale, ma oggi sempre più diffuso, il Signore forse, vuole parlare alle nostre anime, ai nostri cuori, alle nostre vite. Farci il dono dell'umiltà, e il  miracolo della vita, che non è dovuto e non è mai scontato.
Forse il Signore in quel modo, vuol dimostrarci proprio, che dove l'umano non arriva, arriva Lui, perchè nulla è impossibile a Dio.
Lui arriva e ricopre di Misericordia e Amore, le nostre vite.
I miei amici, avranno un bellissimo Natale nell'attesa quest'anno, e spero che Dio, continuerà a ricoprire di miracoli e di stupore le loro vite. 
Buon Avvento a tutti voi.

martedì 1 dicembre 2015

Buon Compleanno papà


Come ogni anno, la tua torta di compleanno, non deve mancare, e da cinque anni ormai, troppi, il mio modo di farti gli auguri, è qui, da questo blog, buttando via parole che purtroppo non puoi sentire ed è un peccato davvero.
Avrei avuto ancora troppe cose da dirti, troppe volte avrei ancora avuto bisogno dei tuoi consigli, dei tuoi sorrisi, della tua ironia.
Sei andato via troppo presto, hai lasciato un vuoto immenso.
Credo che succeda così per le persone che sono tanto: danno talmente tanto nella loro vita, riempiono così tanti spazi, che poi il vuoto che lasciano è tremendo.
Caro papà, quanto mi manca pronunciare la parola "papà", quanto ancora mi sento figlia, prima di ogni altra cosa.
Vorrei raccontarti tante cose. Cose che avrei desiderato vivere insieme a te, condividere con te.
Avrei voluto che vedessi il teppistello di casa, che caratterino, il nostro, che gioia, che amore e che tenerezza ha dentro questo pulcino.
Avresti detto anche tu, come dicono tutti, che è identico alla mamma, e avresti sorriso, ricordando ciò che mi dicevi quando non facevo altro che parlare, oppure quando ti facevo domande una dietro l'altra, assetata dello stesso sapere di cui ti sei nutrito fino all'ultimo giorno della tua vita.
Non saprò mai, se quando quella brutta notte sei diventato invisibile ai nostri occhi, soffrivi, o la tua anima era già altrove al riparo dal dolore e dalla sofferenza.
Quanto vorrei poter tornare indietro e pretendere da te, tutti quegli abbracci che non mi hai dato e di cui entrambi sentivamo il bisogno.
La verità è, che il tempo ci sembra infinito, ma non lo è affatto. Passa, va via, e ti ritrovi a rimpiangere ciò che non hai fatto o detto.
Ed adesso non so cosa darei, per poter ancora pronunciare il tuo nome, per poterti abbracciare, per poterti parlare oggi, di me, di tuo nipote.
Ed adesso scorrono lacrime di tristezza e di solitudine, perchè mi manchi. Perchè quest'anno non sono nemmeno potuta venire da te a portarti una rosa, a dirti buon compleanno....
In questa foto, dei tuoi 70 anni, ridevi sereno, vestito come sempre, come ancora oggi, ti sogno.
Sorridi, di quel sorriso sarcastico e schietto, e sorridi con i tuoi meravigliosi occhi pieni di luce.
Ti avevo comprato la torta da "Romano", uscendo di corsa da lavoro, non era più una sorpresa ormai, ma tu fingevi sempre di non aspettartela.
Grazie papà, per tutto l'amore di cui mi hai riempito la vita. Grazie di esserci stato, anche quando non era facile. Grazie anche delle furenti liti, degli scontri terribili, ci hanno comunque portato a capirci nel tempo.
Buon compleanno papà e scusa, se non sono venuta da te.
Ti amerò per sempre.